martedì 27 dicembre 2011

Teatro dalla Svizzera Italiana
Sylvia Zemanek ci manda notizie
La compagnia teatrale La Neo-Kalambouri ci ha inviato, per il tramite della nostra amica Sylvia, la locandina dell' ultima sua produzione: un lavoro in tre atti, composta da tre diversi atti unici, dal titolo Coppie a loro modo. Qui di seguito tentiamo di illustrarvi come i tre atti svolgano il tema, adattato dal bravo Th.I.Boletis, passando da una storia all'altra, così tanto diverse. 
Un grosso in bocca al lupo da parte degli Amatori del Teatro Abruzzesi.
 IO SONO HEBERT di Robert Anderson
Un uomo ed una donna molto anziani, sotto il portico della loro casa. Lui osserva gli uccelli con il binocolo, mentre lei si occupa dei suoi fiori. Un tranquillo pomeriggio estivo che viene interrotto dai ricordi. Soltanto ricordi si...ma quanta confusione!
Interpreti: Sylvia Zemanek e Salvatore Lietone
LA TREGUA  di Lionello Turrini






 
Narra l'incontro fra un'ebrea,un palestiense ed una cristiana, i quali, per un caso fortuito, si ritrovano in casa di quest'ultima, la cristiana Miriam. Dialoghi e risvolti danno vita ad una realtà che purtroppo ancora oggi sussite. Tuttavia, un bagliore di speranza, o forse non di speranza, entra nei cuori dei protagonisti.Dialoghi e risvolti danno vita ad una realtà che purtroppo ancora oggi sussiste. 
A dar voce, gli attori
Sylvia Zemanek (Miriam), Carmen Censi (Rachele) e Salvatore Lietone (Ahmed).
TRADITI di Paola Ponti
La corsa degli eventi di un amore, dell'insicurezza, dell'inadeguatezza comunicativa, della paura
del tradimento.
Lei, Rebecca, (Nadia Sorrentino) ansiosa, nervosa, insicura. Lui,Federico, (Roberto Scivolo),
bonaccione, non ama litigare, ma sopporta le insicurezze della donna.
I due protagonisti conducono il pubblico, in un viaggio nel gelo di un fine settimana in montagna,
all'interno del sentimento e del tradimento reale o ideale. Con un gioco di fraintendimenti, svelano
in modo ironico e piccante i segreti della vita amorosa: dalla passione alla tenerezza,
dall'insofferenza al tradimento.
Claudio Zocchi e il suo sassofono fanno da intrigante sfondo musicale.          

giovedì 22 dicembre 2011

giovedì 15 dicembre 2011

L'Associazione Teatro Amatoriale
Regione Abruzzo - è una innegabile realtà!
E' vero! Ormai la nuova federazione è attiva e funzionante: ha uno Statuto, un Consiglio Direttivo, i Revisori dei Conti e, cosa assai importante, varie compagnie teatrali già iscritte.
A parte la scarna notizia, ci pare il caso che, proprio noi che in questo diario desideriamo essere  cronisti della vita del teatro amatoriale abruzzese,   si debba e possa fare un po' il punto della situazione.
E' noto che il  sole del T.A.I., dopo tanti anni di attività, è tramontato nei cieli abruzzesi e non andiamo a rivangare i perchè e i come ma accontentiamoci di asserire che la nuova realtà A.T.A. ne ha preso il posto.
Naturalmente è avvenuto quanto era prevedibile: le altre federazioni nazionali che, fino al 2011 non erano riuscite ad avere risonanza in regione, alla notizia che in Abruzzo il TAI era morente, si sono letteralmente precipitate sul "cadaverecercando di dilaniarne le membra e dimostrando la loro forza economica: invio di pubblicazioni patinate, inviti a gratuiti pranzi! 
Ma subito ci sorge il pensierino della sera : "con i soldi di chi?"
Certo, ci si dirà...con le quote sociali! Benissimo: ecco la differenza innovatrice dell'A.T.A.
Lo Statuto della nuova realtà regionale impedisce gli sprechi! Obbliga il Consiglio Direttivo a ritornare gran parte delle quote sociali ai Coordinatori Provinciali o di Zona (province grandi potrebbero essere divise in più zone) i quali sono obbligati ad impegnare tali fondi solo per aiutare finanziariamente eventi, corsi, rassegne, ecc... nel loro territorio.
Le quote tornano indirettamente a chi le ha versate e non vanno a finanziare gli spaventosi costi di gestione dei grandi carrozzoni!
Ma ecco l'altro  pensierino della sera :  "affiliandosi ad uno dei carrozzoni cosa e quanto conterebbero le poche compagnie abruzzesi" !
Poco e niente e lo dimostriamo con tanta facilità facendo alcune domande ai responsabili regionali delle federazioni -in carica certo da 7.8.9 anni-: cosa hanno fatto? cosa hanno ottenuto dalla loro presidenza? quante rassegne hanno organizzato? quanti spettacoli hanno procurato alle loro compagnie in regione o fuori? a quante rassegne nazionali hanno partecipato compagnie abruzzesi? Insomma quali attività possono mettere sul piatto della bilancia, attività tanto grandi ed importanti da far pendere la bilancia a loro favore. Mah!
L'A.T.A., invece, è innegabilmente derivazione dal defunto T.A.I. ed è altrettanto innegabile che a quelle domande sarebbero certamente tante le attività da elencare, organizzate dalle persone che oggi hanno dato vita alla associazione regionale.
Concludiamo con il terzo ed ultimo "pensierino della sera" : "affiliarsi all'A.T.A. è una intelligente mossa delle compagnie abruzzesi?"
Certo che si! Una realtà regionale forte sarebbe un valido interlocutore con le altre realtà locali e, soprattutto, avrebbe un peso politico che non potrebbe essere disatteso.
Nel rileggere il nostro pezzo ci siamo accorti di essere stati veramente di parte. Gli Amici lettori non ce ne vogliano e ci scusino...noi abruzzesi, soprattutto se dell'Ariete, siamo sanguigni, limpidi e, soprattutto franchi!

martedì 13 dicembre 2011

IL SERAFINO AQUILANO 2011
si è concluso veramente alla grande
E' con grande soddisfazione che possiamo oggi scrivere questo articolo, certi come siamo che il nostro Serafino Aquilano 2011 sia riuscito a dare grandi soddisfazioni a tutti: la Compagnia Il Gruppo dell'Aquila che lo ha organizzato, le 10 compagnie che gli hanno dato vita, il pubblico che non mai mancato agli appuntamenti ed infine i due Direttori Rossana e Franco Villani.
Mentre mentalmente ripassiamo la strada che abbiamo percorso dal 15 ottobre all'11 dicembre, ci permettiamo qui di chiosare, con tanto affetto,  i dieci spettacoli sempre applauditi dal pubblico aquilano che, notoriamente, è criticamente preparato ed attento.
Posteatro di Torino - in Taxi a due piazze
Una gran bella commedia che gli amici torinesi hanno condotto con grande attenzione, riuscendo facilmente nell'intento di divertire, sottolineando la critica ironia di una satira soffusa. Ci ha sorpreso molto la bravura di Ilario Darino che, già altre volte a L'Aquila, non aveva convinto come questa volta.
I Marricini di Chieti - in La bonaneme a'ppite a lu lette
Il testo in dialetto di Antonio Potere è andato diritto a bersaglio: divertire il pubblico ed accontentare la critica. E' stato di certo agevolato dal vernacolo che già di per sè porta ad un teatro simpaticamente popolare; ma la attenta conduzione dei dialoghi e della recitazione, mai eccessiva, hanno facilmente ottenuto lo scopo di autore e regista.
Maschere e Tamburi di Capurso BA - in Otto donne e un mistero
Che brave le otto interpreti! Che bravo il regista! Tutti si sono impegnati, in un modo veramente corale, a porgere al pubblico una non facile commedia, sempre tesa sul filo del sospetto, con l'atmosfera del poliziesco inglese, ma con un voluto vivificante venticello francese che ne rinfrescava l'aria.
I Donattori di Ascoli Piceno - in I Burberi Gabbati
Già in altre occasioni abbiamo evidenziato come la bravura di un autore-regista-attore non basti per grandi risultati. Massimo Vagnoni non ha puntato solo su se stesso, ma ha avuto ed ha la grande fortuna di essere circondato da attori, indistintamente tutti, che hanno aggiunto alla loro innata capacità attoriale anche una caparbia ricerca di crescita ed hanno trasferito, insieme, la  commedia dell'arte e le sue tecniche nel XXI secolo. Bravi.
L'Allegra Compagnia di Montesilvano- in Nu miracule senza sande 
Il testo di Gabriele Di Camillo avrebbe potuto facilmente zoppicare indulgendo a facili doppi sensi e alla toccante presenza di un disabile. Al contrario, invece, la sua regia e quella di Patricia Sablone hanno sempre tenuto nel giusto binario i dialoghi ed il racconto drammatico che si è svolto con facilità dalla prima parola all'ultima. Un altro bel modo di fare teatro dialettale!
La Seconda Volta di Firenze - in Il Povero Piero
La comicità di Achille Campanile è certamente datata e quella insita nella commedia, tutta imperniata sulla morte del povero Piero e sulle reazioni della sua famiglia, certamente strana, non ha aiutato il bravo Francesco Falsettini che è riuscito a condurre il lavoro superando brillantemente le difficoltà del testo.  Una gran bella compagnia con tanti attori quasi tutti giovani e di talento, alla loro prima uscita fuori della Toscana.
H-Demia di Tivoli Terme RM - Il cilindro
L'atto unico di Eduardo De Filippo non è facilmente abbordabile da una compagnia amatoriale che potrebbe essere indotta a cadere nella pedissequa imitazione del Maestro che, ovviamente, si ridurrebbe ad una brutta copia. Salvatore Casertano, invece, si è ben guardato dal trabocchetto facendo del personaggio di Agostino una sua creatura, soprattutto quando non indossa il cilindro. Grande e vera rivelazione dello spettacolo è stata la giovanissima Vanessa Galati : una promessa del teatro amatoriale che è riuscita a dar voce ad un difficile personaggio sia nei più facili momenti del dramma che i quelli delicati del sentimento. Ad majora Vanessa.
Je Furne de Zefferine di Avezzano- in La Santarella
Un gradevolissimo spettacolo, via di mezzo fra una pochade e una vaudeville, composto ed elegante, immerso nelle contrastanti atmosfere di un convento di suore e del retro- palcoscenico di un teatro parigino  dei primi del '900...il tutto trasportato in piena Marsica...musiche e dialetto compresi. La Nitouche -chiediamo scusa a Eduardo Scarpetta dell'impertinenza - dei due meno noti autori francesi, ha avuto una valida voce interpretativa dalla brava Francesca Palumbo che, con estrema facilità riusciva a passare dalla seriosità dell'educanda alla spensierata briosità della soubrette.  Ma all'affermazione dello spettacolo hanno contributo tutti gli attori fra i quali ci piace ricordare Loreto Gallese e Francesco Galli che sono riusciti costruire due personaggi simpaticamente felici. 
Teatro Dedalus di L'Aquila - in Vuòlsi così colà dove si puòte...
Scrittura scenica sui Canti I, III, e V dell'Inferno: così la definisce il suo autore ed interprete Mario Villani.
Pensare che un solo attore  riesca a tenere validamente desta l'attenzione degli spettatori per i lunghissimi 90 minuti di uno spettacolo su tre canti danteschi è sicuramente un grosso pensiero per chi organizza una rassegna di teatro. Ma Mario Villani ed il suo collaboratore musicale Francesco Tarquini erano più che conosciuti e si sapeva che non solo il pubblico sarebbe stato sveglio ma che avrebbe partecipato intensamente. E così è stato!
Nessun momento, neppure quando i tre canti venivano  interamente recitati a memoria, ha avuto attimi di pausa e i lunghi applausi finali hanno decretato la riuscita della serata che ha concluso felicemente il Serafino Aquilano 2011.
Ci accorgiamo ora che gli spettacoli ricordati sono solamente 9! E' vero! La prima compagnia del mese di novembre Teatro Santo Stefano di Campi Bisenzio FI non è potuta venire a L'Aquila per un grave quanto deprecabile incidente. Peccato! Avremmo certamente applaudito Scandalo Medici-Gonzaga e i suoi interpreti ben conosciuti a L'Aquila per le altre volte che sono stati graditi e bravissimi ospiti del Festival.
Ma gli abbonati del Serafino non sono stati privati di uno spettacolo ma permetteteci di non spendere neppure una parola sulla compagnia chiamata a sostituire gli Amici fiorentini, visto che si è trattato de Il Gruppo dell'Aquila e che il testo era Cabbaret Aquilano scritto da Rossana Crisi Villani in scena per la regia di Franco Villani.
Un po' di umiltà, perbacco!