giovedì 15 dicembre 2011

L'Associazione Teatro Amatoriale
Regione Abruzzo - è una innegabile realtà!
E' vero! Ormai la nuova federazione è attiva e funzionante: ha uno Statuto, un Consiglio Direttivo, i Revisori dei Conti e, cosa assai importante, varie compagnie teatrali già iscritte.
A parte la scarna notizia, ci pare il caso che, proprio noi che in questo diario desideriamo essere  cronisti della vita del teatro amatoriale abruzzese,   si debba e possa fare un po' il punto della situazione.
E' noto che il  sole del T.A.I., dopo tanti anni di attività, è tramontato nei cieli abruzzesi e non andiamo a rivangare i perchè e i come ma accontentiamoci di asserire che la nuova realtà A.T.A. ne ha preso il posto.
Naturalmente è avvenuto quanto era prevedibile: le altre federazioni nazionali che, fino al 2011 non erano riuscite ad avere risonanza in regione, alla notizia che in Abruzzo il TAI era morente, si sono letteralmente precipitate sul "cadaverecercando di dilaniarne le membra e dimostrando la loro forza economica: invio di pubblicazioni patinate, inviti a gratuiti pranzi! 
Ma subito ci sorge il pensierino della sera : "con i soldi di chi?"
Certo, ci si dirà...con le quote sociali! Benissimo: ecco la differenza innovatrice dell'A.T.A.
Lo Statuto della nuova realtà regionale impedisce gli sprechi! Obbliga il Consiglio Direttivo a ritornare gran parte delle quote sociali ai Coordinatori Provinciali o di Zona (province grandi potrebbero essere divise in più zone) i quali sono obbligati ad impegnare tali fondi solo per aiutare finanziariamente eventi, corsi, rassegne, ecc... nel loro territorio.
Le quote tornano indirettamente a chi le ha versate e non vanno a finanziare gli spaventosi costi di gestione dei grandi carrozzoni!
Ma ecco l'altro  pensierino della sera :  "affiliandosi ad uno dei carrozzoni cosa e quanto conterebbero le poche compagnie abruzzesi" !
Poco e niente e lo dimostriamo con tanta facilità facendo alcune domande ai responsabili regionali delle federazioni -in carica certo da 7.8.9 anni-: cosa hanno fatto? cosa hanno ottenuto dalla loro presidenza? quante rassegne hanno organizzato? quanti spettacoli hanno procurato alle loro compagnie in regione o fuori? a quante rassegne nazionali hanno partecipato compagnie abruzzesi? Insomma quali attività possono mettere sul piatto della bilancia, attività tanto grandi ed importanti da far pendere la bilancia a loro favore. Mah!
L'A.T.A., invece, è innegabilmente derivazione dal defunto T.A.I. ed è altrettanto innegabile che a quelle domande sarebbero certamente tante le attività da elencare, organizzate dalle persone che oggi hanno dato vita alla associazione regionale.
Concludiamo con il terzo ed ultimo "pensierino della sera" : "affiliarsi all'A.T.A. è una intelligente mossa delle compagnie abruzzesi?"
Certo che si! Una realtà regionale forte sarebbe un valido interlocutore con le altre realtà locali e, soprattutto, avrebbe un peso politico che non potrebbe essere disatteso.
Nel rileggere il nostro pezzo ci siamo accorti di essere stati veramente di parte. Gli Amici lettori non ce ne vogliano e ci scusino...noi abruzzesi, soprattutto se dell'Ariete, siamo sanguigni, limpidi e, soprattutto franchi!

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