martedì 12 febbraio 2013

A L'AQUILA TEATRO
DIALETTALE NEL 1932
Una locandina riesumata dimostra come il teatro dialettale aquilano abbia avuto natali antichi e come in una medesima serata di gala al Teatro Orfeo, organizzata per il decennale dei Fasci, ben quattro lavori teatrali siano stati presentati al pubblico aquilano.
Ma i giornali di oltre trent'anni prima del 1932 riportavano notizia di spettacoli in dialetto proposti nei vari teatri cittadini.
Peccato che i testi di questi lavori siano andati perduti e che unica e sola rimasta, fino ad ora, sia la commedia del 1935 E' bbona  del giornalista Giuseppe Rosa. Abbiamo intenzionalmente scritto fino ad ora  nella speranza di qualche fortuito ulteriore ritrovamento.
Alcune considerazioni sulla locandina che pubblichiamo. E' stata a noi data dal giornalista Dante Capaldi al quale chiederemo di illuminarci sul dove, come e quando sia stata reperita e da chi.
Chi, poi, leggesse con attenzione il documento si accorgerebbe come in tutti i lavori gli attori siano sempre quasi gli stessi, indice, a nostro avviso, dell'esistenza di una compagnia amatoriale fissa. Ancora sono da notare alcuni nomi importanti per gli aquilani: Berardino Marinucci, Guido Petroni e, non ultimo Remo Celaia che, giovinetto, prese parte a Ju scungiuru.
Per chi non conoscesse questi nomi  sarà bene ricordare la Famiglia Marinucci, grandi avvocati da sempre, la Senatrice Elena Marinucci il cui nonno è l'autore in parola. Guido Petroni un eclettico autore dialettale di cui ci restano numerose poesie esilaranti. Remo Celaia una autorevole penna giornalistica del quotidiano Il Messaggero, per il quale resse per qualche decennio la redazione aquilana.
Ultima nota... ju mastrucciu ... è la trappola per i topi che in dialetto si chiamano  ji surgi  al plurale e ju sorge  al singolare.
Siamo felici di aver avuto l'occasione per presentare ai nostri lettori uno spaccato della cultura aquilana che da sempre ha voluto che il dialetto avesse un posto importante nella vita della Città.

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